Presentazione

Benvenuto! 

Questo blog nasce da una mia iniziativa e si propone anche come integrazione alle attività del sito Poetika.it.
Poetika.it è un sito di scrittura creativa nato nel 2005, con la finalità di offrire a tutti coloro che amano leggere e scrivere uno spazio per conoscere e farsi conoscere, interagire e migliorarsi, impararando a muoversi nel vasto mondo della scrittura on line, spesso caotico ed eterogeneo.
In questo luogo di "incontro" troveranno la loro collocazione ideale alcune proposte di vario genere, quali articoli, testi in versi e in prosa, recensioni, concorsi, videopoesie, sondaggi. E naturalmente ci sarà anche la possibilità di confrontarsi riguardo ai temi legati alla letteratura e all’arte in generale.
Il blog è gestito da me, grazie anche al contributo di altri collaboratori e amici del sito, con tutto l’entusiasmo di chi ha fatto della propria passione uno strumento di conoscenza e di crescita individuale, mai “solitaria”, bensì intesa come esperienza di condivisione e di arricchimento reciproco.

Daniela Cattani Rusich

venerdì, 18 luglio 2008

SENZA PADRE, MADRE, NÉ RIMORSI


Disegnare un cerchio. Cosa c’è di più semplice: prendi il compasso, punti al centro e tracci la circonferenza. Ma dopo? Dopo le cose si complicano: “... quando poi il cerchio è completo davanti ai tuoi occhi riusciresti a capire da dove ha avuto inizio? / Ecco / Questa storia è un cerchio / Inizia in un punto e finisce nello stesso / Dal mare al mare...” (pagina 39).
“Dal mare al mare.” Acqua, dunque.
È proprio in tale elemento che si sviluppa Senza padre e madre, né rimorsi, seconda intensa prova narrativa di Sergio Covelli – mentre era l’aria il luogo principe dell’azione di Zero Resto, il suo primo romanzo (del quale si parla in http://www.poetika.it/book.asp?id=27).
Ancora l’acqua è il primo termine che viene in mente pensando alla personalità così inafferrabile, alla psicologia sfuggente di Salvatore Corbello, il protagonista della storia: “uno scapestrato psicolabile visionario” come lui stesso si definisce. Con il suo raccontare puntiglioso, particolareggiato, al limite del maniacale, cerca di ricostruire gli avvenimenti che gli sono occorsi negli ultimi quattro anni, alla ricerca di una consapevolezza di sé, e della propria lucida pazzia, tanto devastante quanto irraggiungibile. Rifiutata ormai la propria famiglia naturale – troppo piccolo-borghese e distante anni luce dallo spirito ribelle che lo anima – Salvatore se ne inventa un’altra, composta da lui stesso, il Figlio, e dai suoi tre migliori amici nei ruoli di Papà, Mamma e Zio. E in loro compagnia si imbarca in imprese fra il goliardico e l’anarcoide, tese a spezzare il grigiore perenne, da periferia del Sud, che li circonda. Un legame, il loro, che diventa unica ragione di vita, che sembra indissolubile... Ma quando all’amicizia subentra l’amore tutto cambia, si complica, e Salvatore dovrà fare i conti con la forza dirompente di quel sentimento, nonché con il progressivo sgretolarsi della propria mente, sempre più incapace di distinguere fra la realtà vera e le allucinazioni che vi si sovrappongono.
Scritto con un ritmo incalzante, che guida il lettore attraverso vari gradi che spaziano dal tragico al comico e sempre ottimamente sostenuto da una sapiente ironia, il romanzo conferma le indubbie doti narrative dell’autore.
Decisamente efficace anche la struttura del racconto, che alterna sapientemente parti in prima persona, con le quali, grado dopo grado, Salvatore cerca di  ricomporre il cerchio di quegli ultimi quattro anni, e parti in terza persona, che raccontano con sguardo più distaccato – ma potremmo forse già definirlo schizofrenico – i periodi vissuti lontano dalla sua famiglia; il tutto intervallato da petit poémes en prose (se mi passate la citazione baudeleriana) che rappresentano la parte più intima e introspettiva di tutta l’opera. Una suddivisione che non può non richiamare in mente la classica tripartizione freudiana della psiche in Es – Io – Super Io.
Un vero e proprio ammirevole lavoro di cesello, quello di Sergio, che merita ampiamente un plauso sentito e una lettura attenta.

recensione di
Massimiliano Marconi


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categorie: recensioni, libri, narrativa
martedì, 08 luglio 2008

TANKA D'ESTATE

S’arrende il sole

tra le labbra del mare:

l’acqua ed il fuoco...

Morendo nel tramonto

l’estate s’innamora.


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categorie: poesia, stagioni, tanka
venerdì, 27 giugno 2008

ALI D'ESTATE

Spalancano i papaveri

-sul ciglio delle strade-

delicate ali sgualcite

di seta rifiorita.


Spavaldi d'incoscienza

-messaggi all'estate imminente-

nel cuore celano l'ombra

sfoggiando vermiglie passioni.


E' incanto dei sensi che esplode

-simmetria di cuori nel vento-

improvviso risveglio alla vita:

prezioso, fugace tormento...

*danj


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categorie: poesia, vita, stagioni
mercoledì, 11 giugno 2008

ISTANTE IMMOBILE

In principio era la stella a tre punte,
un sorriso di luce per il volto vuoto*


Era l’istante immobile, stremato
sugli occhi nudi e visionari
dell’aurora.

Raccolsi l’erba e chiusi il pugno
a trattenerlo,
ma fu l’errore a tradirmi
e sciolse il pianto.

Credo all’idea,
al sogno fatto carne
che mi fu spina
a crescermi nel cuore.

Fiore non schiude
se neghi pioggia al cielo
e nell’istante fermo, adesso,
io respiro.

(*versi di DylanThomas)

danj*

 


postato da: poetikando alle ore 20:58 | link | commenti (7) | lascia un commento
categorie: poesia, vita, anima
venerdì, 06 giugno 2008

Invano Amata - videopoesia -

      - a mia figlia -

*danj

(il testo della poesia lo trovate sotto, fra gli altri post)


postato da: poetikando alle ore 08:17 | link | commenti (12) | lascia un commento
categorie: poesia, cuore, vita, video, anima, videopoesia
sabato, 17 maggio 2008

NUVOLE


Le nuvole passano
dentro ai tuoi occhi,
sono uccelli che tornano
da molto lontano...
o forse stanno ancora partendo
per l’amore che non dice
e sussurrano parole,
nel silenzio.

Le nuvole oggi
mi attraversano il cuore,
sono gocce di pioggia
e di sole cadute
tra le dita bagnate
in fondo al secchio del tempo,
mentre il fiume scorreva
annegandomi i sogni...

Le mie nuvole
le ho succhiate da piccola
nelle notti in cui avevo paura,
quando il buio
mi entrava dagli occhi
sotto fredde lenzuola di rabbia;
gli aquiloni strappavano il filo
e restavo a guardarli volare.

Ora che sono libera
dentro la mia illusione
voglio perdermi ancora
inseguendo le nuvole.
Mi raccolgo le lacrime
e ne intreccio collane:
incantesimi fragili,
perché il cielo è mutevole...



postato da: poetikando alle ore 21:48 | link | commenti (15) | lascia un commento
categorie: poesia, vita, anima, poetika
giovedì, 08 maggio 2008

TRASPARENTE

Ridono i giorni
nell’ampio azzurro estivo,
i sogni stesi al sole...

Sommesso è il canto
d’impalpabili stelle
a vigilare il buio.

La vita ha voce
di fragile bellezza
trasparente...

 *danj


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categorie: poesia, vita, anima
martedì, 06 maggio 2008

TORNEO "UN EVENTO BIZZARRO"

Il nuovo Torneo del sito Poetika, “Un evento bizzarro”,  è dedicato alla Narrativa breve.

La gara consiste nell’elaborare un breve racconto riguardante un fatto realmente accaduto, quindi autobiografico.
Nel corso della vita, non facciamo altro che raccontare noi stessi attraverso storie che rappresentano dei veri e propri atti narrativi, in quanto frutto di operazioni attive di organizzazione ed elaborazione dei diversi episodi che riteniamo più importanti per la nostra vita. Narrare rappresenta l’unico modo che l’essere umano possiede per far conoscere un episodio o la propria storia. Cogliamo l’occasione per raccontarci ed esercitarci nella scrittura.

La gara è riservata agli iscritti di Poetika, ma iscriversi è semplicissimo. I racconti non devono superare i 15000 caratteri, compresi gli spazi. I testi inviati devono essere originali e autobiografici. A titolo esemplificativo, è vietato  inviare scritti che riproducano riferimenti a persone pubbliche o celebri.
Ogni autore potrà partecipare con un solo nick e una sola composizione.
Come tutti i nostri Tornei, sarete voi a eleggere i migliori elaborati con le vostre valutazioni.

I primi tre testi classificati avranno un posto nella vetrina di Poetika.

Il torneo scade il 15 giugno.

Anna Mazzoccante

Per maggiori info: www.poetika.it

 

 

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categorie: concorsi, narrativa, poetika
domenica, 27 aprile 2008

INVANO AMATA

Risuona dentro le ferite
l’incanto della vita in controluce,
arrampicato al senso
quando il senso è nuvola cha passa,
e l’eterno è istante già trascorso.

Da qui al pensarti
fino a dirti addio
i palmi volti a terra, alle radici,
il sogno vacuo sguardo
verso un giorno che non è, non è mai stato...

E tu piccola foglia
accartocciata, fradicia di pioggia,
come un lenzuolo steso al sole ad asciugare
-tradito da un cielo troppo terso-
eri di polvere, oro dal mio cielo,

erano briciole a farmi tutto l’universo intorno
cantando anime distanti e unite sempre.
Sei qui, con me?
Ascolto la carezza e vado piano,
lungo il sentiero per non perdere il tuo odore

che il tempo non ha tempo da spartire
né occhi o mani da baciare;
senza lune ormai nei tuoi capelli
il brivido di un gelo che non scioglie:
impeto in tempesta e brace accesa...

Arso mi è il cuore
nel fuoco dell’autunno che segnò il tuo nome
come una croce, qui, tra i miei respiri.
Spalanca e scuote il vento le mie porte,
amante figlia dell’amore
invano amata.

*danj


(alla mia piccola, che non è più con me, dentro di me)



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categorie: poesia, cuore, vita, anima, poetika
lunedì, 14 aprile 2008

MI CHIAMO VINCENT

MI CHIAMO VINCENT

 

Sospinto dal vento del Nord
ho conosciuto l’ebbrezza del volo
camminando sulle strade di Arles,
i colori del cuore in tempesta.

 

Dio mi ha scagliato
su questa terra di sassi,
al posto di un figlio mai nato
e punito con il suo nome.

 

Primavera: mia madre piangeva,
mio padre non aveva carezze,
io correvo nei campi di grano
e sentivo la pioggia sugli occhi.

 

La mia vita vissuta in attesa
dell’amore che non mi ha liberato
mi ha concesso soltanto un amico,
ma il destino incalzava crudele.

 

Respiravo -urlando in silenzio-
e ho ferito soltanto me stesso,
dirottando la mente smarrita
dai binari ordinari tracciati.

 

Perso, al buio, fra stelle impazzite
ho scontato l’inferno vivendo
riversando tutto il dolore
nell’iride inquieta del sogno.

 

E sui campi, sul mondo, la tela
ho vomitato tutta la rabbia,
senza che questo bastasse a sanare
il mio sangue impuro di bestia;

 

disegnando il ritratto di un uomo
-un reietto con le mani del genio-
artista degenere e immondo:
il più grande nell’umana follia.

*danj


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categorie: poesia, vita, arte, storia, anima, poetika